NUOVI SEGNALI DI RIPRESA!

Le ultime rilevazioni ISTAT sull’andamento del mercato immobiliari portano il segno positivo.

L’andamento dei prezzi nel secondo trimestre vede, su scala nazionale, un aumento del 1,3% quando, su base annua, il trimestre precedente era negativo, precisamente -0,9%.

Una nuova ripresa che riguarda, in particolare, le abitazioni usate, che registrano incrementi medi del 1,5% su base annua.

L’inversione di tendenza si registra, soprattutto, nei centri metropolitani con decisi incrementi (Milano +6,9%) ma anche ad allargarsi verso i centri di provincia.

Tendenza confermata anche dal numero delle compravendite, in crescita del 3,9% su base annua.

Prezzi immobiliari, primo (modesto) rialzo dal 2007

Non si può parlare di grandi numeri, ma perlomeno siamo in territorio positivo. Così parlano le stime più recenti sull’andamento dei prezzi degli immobili, effettuate dall’Istituto Nomisma.

Nelle grandi città in particolare, arrivano segnali confortanti con aumenti dei prezzi che ormai si attestano sopra il 2/3% medio.

Nella periferia o nei centri minori questa tendenza è affievolita. Comunque si parla sempre di progresso delle quotazioni, fatto che non si registrava ormai da un decennio.

Il mercato immobiliare, per l’aumento costante del numero di compravendite, e più in generale per il miglioramento degli indicatori economici del comparto, è quindi destinato ad una crescita graduale.

REPORT POSITIVO SULL’ANDAMENTO DEL MERCATO IMMOBILIARE

Dal rapporto appena pubblicato da Agenzia delle Entrate, sull’andamento del mercato immobiliare 2018, emergono dati positivi in più di una situazione.

Rispetto al 2017 infatti le compravendite a Rovigo sono aumentate di quasi il 10%. Numeri che si rispecchiano anche in provincia, con un incremento che sfiora il 9%.

Tuttavia Confedilizia evidenzia che la situazione non è ancora da considerarsi favorevole, soprattutto perchè i prezzi di vendita rimangono molto bassi.

Una maggiore attenzione dell’amministrazione al Piano degli Interventi potrebbe portare nuovo respiro all’attività edilizia, in particolare in centro città.

TUTTE LE NOVITA’ DEL DECRETO CRESCITA

 

Tante le nuove norme per il settore immobiliare dal Decreto Crescita, riguardanti principalmente cedolare secca, IMU e affitti brevi.

Innanzitutto l’estensione della cedolare secca agli affitti non residenziali, che permette di contenere i prezzi delle locazioni dei negozi e degli uffici.

Per gli affitti brevi, si tratta di ottenere un codice di riconoscimento dell’immobile e del contratto, per censire l’operazione.

In tema generale, altre introduzioni importanti sono in ambito fiscale e soprattutto di eliminazione di alcune sanzioni, come riportato dal Sole 24 Ore .

 

INVESTIMENTO IMMOBILIARE IN CRESCITA NEL 2018 e 2019

 

Dalle ultime rilevazioni sull’andamento del mercato immobiliare, emerge una sostanziale tendenza al ritorno dell’investimento.

Dopo anni di incertezza, finalmente i prezzi molto bassi stanno dando un impulso agli acquisti di immobili da mettere a reddito; si è passati da un 12% sul totale di compravendite del 2017, al 19% riscontrato nel 2018. E per il 2019 la tendenza sembra essere consolidata, con i dati in arrivo del primo semestre che fanno ben sperare.

In generale, sul totale delle compravendite residenziali il volume destinato alla prima casa si attesta al 76%, con un 5% relativo alle case vacanza (che comunque in larga parte poi viene affittato) ed appunto un 19% di abitazioni comprate per impegnare i propri risparmi.

Di queste operazioni, il 35% riguarda il classico appartamento bilocale, mentre il 28% è dedicato al due camere, tipologia ultimamente molto in crescita nei desideri dei clienti.

 

Bonus verde, le novità del 2018

NUOVE NORME SULLA DETRAZIONE DELLE SPESE PER IL VERDE

Dal 2018 sono oggetto di bonus, tramite detrazione fiscale, la manutenzione del verde e degli spazi attrezzati di case e condomini. In un approfondimento de Il Sole 24 Ore viene spiegato in modo molto chiaro il funzionamento del meccanismo di applicazione del bonus. In pratica, se si destinano spese per massimo € 5000,00 per ogni unità immobiliare (e questo significa che, nei condomini, si farà il cumulo delle unità immobiliari presenti) si può ottenere una detrazione del 36% che verrà rimborsata in 10 anni. Quali spese sono quindi detraibili? La piantumazione di spazi comuni, ad esempio, o comunque di spazi privati non attrezzati, l’installazione di pergolati o grigliati atti a far crescere rampicanti, la sistemazione generale e la relativa progettazione delle aree esterne di abitazioni indipendenti. Anche terrazzi o lastrici solari che si vogliano destinare a spazi verdi ovvero orti rientrano nelle detrazioni previste dal bonus. Questi interventi serviranno a dare respiro al settore florovivaistico e a generare una forma di abbellimento del patrimonio immobiliare. Non da ultimo, il miglioramento della qualità dell’aria soprattutto nei centri urbani, a maggior ragione quelli carenti di spazi verdi pubblici sarà evidente.

 

Dal 2001 investimento nelle abitazioni a +76%

INVESTIRE IN IMMOBILI RESIDENZIALI E’ PUR SEMPRE UN REDDITO A LUNGO TERMINE

15.02.2018 – Ultimi rilevamenti ISTAT  che parlano chiaro: investimento nel mercato immobiliare, nel lungo periodo, significa rendimento, elevato per giunta. Dai dati rilevati e pubblicati anche sul Sole 24 Ore , chi ha acquistato un immobile residenziale fino al 2001, vede il proprio investimento valorizzato (perlomeno nominalmente) di un valore importante, attorno al 75-76%. Solo negli ultimi 6/7 anni la tendenza, molto negativa, ha ridimensionato le aspettative di guadagno, ma nel periodo lungo in ogni caso il mercato dà sempre frutti positivi. Nell’ultimo trimestre 2017 si registrano prezzi stabili e volumi di compravendita in crescita: addirittura a doppia cifra nelle otto maggiori città italiane. Il 2018 si preannuncia quindi come l’anno del ritorno al segno positivo anche per i prezzi, oltre che per il numero di compravendite. Nonostante le difficoltà create dal regime di tassazione non favorevole, l’investimento immobiliare può continuare ad essere una forma di sicurezza oggettiva.

Il mattone è ancora la migliore scelta di investimento

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17.11.2015 – La tradizionale affezione verso il mercato immobiliare non tradisce, nemmeno in tempi come questo, in cui la congiuntura economica generale non è certo brillante. Da una sintesi di varie indagini compiute da istituti specializzati, sia i possessori di grandi patrimoni che la clientela retail preferisce comunque l’investimento immobiliare ai canali mobiliari, ritenuti più rischiosi e meno gratificanti nel medio/lungo termine. Oltretutto, in un frangente di livello dei prezzi ai minimi storici, è ancora più semplice maturare rendimenti elevati impiegando minori volumi di capitale rispetto al passato. Il punto forte rimane sempre l’investimento sugli immobili commerciali, a seguire i direzionali e i residenziali.

NUOVI SEGNALI POSITIVI DAL MERCATO

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12.11.2015 – Ancora dati in chiave positiva arrivano da chi analizza con attenzione costante il mercato immobiliare. D’altronde sapere che uno dei settori trainanti dell’economia italiana, fino a poco tempo considerato come un malato terminale, sta riprendendo quota e vigore con continuità al passare dei mesi, è importante per avere chiarezza sull’andamento globale. In particolare, come evidenziato da Borsa Italiana riferendosi ai dati #Istat appena pubblicati, sia il numero di compravendite che il numero di mutui erogati negli ultimi mesi sono in netto rialzo, rispetto a dati dei semestri precedenti, già abbondantemente positivi nei confronti dell’anno precedente.

6 ANNI DI STIPENDIO ANZICHE’ 10 PER ACQUISTARE CASA

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16.10.2015 – Nuove informazioni in chiave positiva per il mercato immobiliare: questa volta è Borsa Italiana a pubblicare i dati raccolti nell’ultimo periodo, sull’andamento medio della spesa familiare riconducibile all’acquisto casa. In sintesi, se fino a 10 anni fa per acquistare casa era necessario impegnare mediamente 10 annualità del proprio stipendio, oggi con l’andamento favorevole dei tassi di mutuo e dei prezzi estremamente convenienti, è possibile concludere l’acquisto con poco più di 6 annualità. Con tutto vantaggio per i consumi in altri settori merceologici.